Notizie Arta

Pescara 19/04/2019

Mare e biodiversità, Arta e Centro Studi Cetacei liberano a Pescara le tartarughe recuperate dai pescherecci
Immagine con le foto delle tartarughe

Si chiamano Dany, Sara, Aloha e Soter le tartarughe marine che giovedì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, verranno rilasciate in mare al largo di Pescara nell’ambito della sesta edizione della manifestazione Sottocosta, in programma dal 25 al 28 aprile al porto turistico.

L’operazione vedrà impegnati i volontari del Centro Studi Cetacei (CSC), coordinati dal presidente dell’associazione Vincenzo Olivieri e coadiuvati dal personale della Motonave Ermione di Arta Abruzzo, che insieme alla Guardia Costiera porterà gli esemplari della specie Caretta caretta a circa tre miglia dalla costa per la reimmissione in natura lontano da possibili fonti di stress. In mare ci saranno i subacquei dell'associazione Sub Loto di Pescara, che seguiranno le attività sopra e sotto il pelo dell’acqua.

La liberazione è in programma alle 12 e dalle 11 i visitatori potranno incontrare le tartarughe sotto lo stand che il CSC per il secondo anno divide a “Sottocosta” con l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, a conferma della sinergia avviata esattamente un anno fa per la difesa e valorizzazione dell’ecosistema marino e della sua biodiversità.

I biologi e veterinari del Centro di recupero e riabilitazione per tartarughe marine “Luigi Cagnolaro” di Pescara, gestito dal CSC, proporranno ai bambini laboratori di sensibilizzazione sulla tutela del mare e risponderanno alle curiosità sulle tartarughe ospiti dello stand, recuperate in seguito a cattura accessoria da parte di motopescherecci della marineria pescarese che praticano la pesca a strascico e sottoposte a un periodo di osservazione nella struttura di riabilitazione di via di Sotto per valutare l’eventuale insorgenza di polmonite da aspirazione.

Dany, recuperata il 17 dicembre, è un esemplare subadulto, quindi di sesso indeterminato, lunga 72 centimetri e del peso di 24 chili. Anche Sara è un subadulto, di sesso indeterminato: recuperata il 13 marzo scorso, ha raggiunto gli 80 centimetri di lunghezza e pesa 36 chili. Aloha, recuperata il 24 gennaio, è una femmina adulta di 39 chili ed è lunga 86 centimetri. Soter è invece un grande maschio adulto: il recupero è avvenuto il 22 marzo e attualmente pesa ben 48 chili distribuiti su 103 centimetri di lunghezza. Sottoposte agli esami di routine e ai necessari trattamenti antiparassitari, le quattro Caretta caretta sono ora pronte a riprendere il mare.

Pescara 18/04/2019

Balneazione, ripresi i controlli di Arta Abruzzo lungo la costa e nei laghi di Scanno e Barrea

Sono ripresi lungo la costa abruzzese e nei laghi di Scanno e Barrea i campionamenti di Arta Abruzzo per il monitoraggio delle acque di balneazione, che proseguiranno fino al 30 settembre. Secondo il calendario approvato dalla Regione Abruzzo, i primi controlli avrebbero dovuto svolgersi lunedì 15 aprile, ma a causa delle condizioni meteomarine avverse sono stati effettuati martedì 16.

Le analisi sono in corso nei laboratori dei Distretti provinciali di Pescara e L’Aquila. I risultati non conformi saranno prontamente comunicati ai sindaci dei Comuni interessati, alle Asl competenti per territorio, alla Regione Abruzzo e alle Capitanerie. Nei casi previsti dalla normativa si provvederà ad effettuare campionamenti suppletivi.

Gli esiti analitici relativi a tutti i punti di prelievo regionali saranno progressivamente pubblicati nelle prossime ore sul sito istituzionale www.artaabruzzo.it e saranno consultabili da pc o smartphone, per punto di prelievo o stabilimento balneare, attraverso l’applicazione della balneazione accessibile dalla home page o dalla sezione tematica. I dati sono disponibili anche sul Portale Acque del Ministero della Salute.

Pescara 18/04/2019

Prove interlaboratorio su emissioni, brillante risultato dei tecnici di Arta Abruzzo
I tecnici dell'Arta a lavoro

Nello scorso mese di ottobre Arta Abruzzo ha partecipato, per la terza volta, alla prova valutativa interlaboratorio IC043 “Misura di inquinanti nelle emissioni in atmosfera da sorgenti fisse” promossa dall’Ispra, ottenendo, come nelle passate edizioni, un lusinghiero riconoscimento della professionalità e della competenza del proprio personale.

Gli esiti del circuito interconfronto, con i valori attesi e la valutazione delle prestazioni delle venti squadre partecipanti, sono stati resi noti nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del Rapporto conclusivo sulla prova IC043 che si è svolta a Roma presso la sede dell’Istituto: ancora una volta Arta si è contraddistinta per il brillante risultato conseguito.

La prova valutativa, che coinvolge tutte le Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione Ambientale, coordinate da Ispra, pone a confronto le prestazioni delle strutture tecniche incaricate delle misurazioni degli inquinanti nelle emissioni in atmosfera, allo scopo di migliorare la qualità delle prestazioni e di individuare eventuali interventi migliorativi, finalizzati anche a favorire omogeneità ed efficacia delle attività di controllo svolte dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

La prova di ottobre è stata realizzata in collaborazione con la società Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), che ha messo a disposizione l’impianto denominato “LOOP” nella sede di Milano. Questo impianto consente la simulazione di emissioni da processi di combustione da sorgenti fisse attraverso la produzione di miscele campione contenenti gli inquinanti atmosferici oggetto delle prove di interconfronto, in concentrazioni note. L’Agenzia ha partecipato con due squadre, una con tecnici del Distretto provinciale di Chieti e l’altra formata dai tecnici del Distretto di L’Aquila. L’interconfronto si è svolto per i parametri velocità, temperatura, umidità, ossigeno, anidride carbonica, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo e metano.

Oltre all’importante riconoscimento in ambito nazionale, una conferma per Arta, l’esperienza condivisa con le altre Agenzie ha fornito agli operatori una preziosa occasione di confronto, consentendo di verificare la qualità e l’affidabilità delle misure delle emissioni in atmosfera effettuate in occasione dei controlli sul territorio.

Pescara 16/04/2019

Acquacoltura, accordo tra Arta Abruzzo e Regione per lo sviluppo sostenibile
Nella foto la motonave Ermione

Arta Abruzzo ha stipulato una convenzione con il Dipartimento Politiche dello Sviluppo rurale e della Pesca della Regione Abruzzo con l’obiettivo di identificare e mappare le zone marine in cui dovrebbero essere vietate attività di acquacoltura (mappa dei vincoli) e quelle invece più idonee (AZA – Adeguate Zone to Acquaculture) per lo sviluppo di questa attività.

Il progetto prevede anche la collaborazione dell’Istituito Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” e del Gruppo Tecnico di Lavoro (GdL) Interdipartimentale istituito nel 2017 dalla Regione.

A causa del progressivo incremento di richieste d’uso di spazio marittimo per scopi diversi, tra cui produzione di energia da fonti rinnovabili, sfruttamento di giacimenti di petrolio e gas naturale, estrazione e smaltimento di sedimenti, pesca e acquacoltura, protezione ambientale e turismo, nuovi porti e rotte di navigazione, è quanto mai necessario attivare una gestione integrata ed una pianificazione dello spazio marittimo, come previsto dalla Direttiva 2014/89/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 luglio 2014, che individuino anche le aree idonee all’acquacoltura.

Per perseguire lo sviluppo sostenibile dell’allevamento di pesci, crostacei e molluschi in zone marine confinate e controllate dall’uomo è fondamentale riuscire ad individuare le aree maggiormente vocate all’insediamento di nuovi impianti, considerando sia il potenziale produttivo dell’ecosistema marino che il buono stato ambientale e le possibili interazioni con altre attività marittime.

Per Arta la convenzione prevede la partecipazione ai tavoli di consultazione e agli incontri tecnici organizzati per la pianificazione della molluschicoltura, fornendo supporto tecnico alla Regione Abruzzo; la definizione dei parametri spaziali da prendere in considerazione per l’individuazione delle AZA con relative zone di salvaguardia (buffer zones); la definizione dei parametri ambientali e microbiologici da prendere in considerazione per la definizione delle AZA; la definizione dei parametri ambientali per la valutazione della capacità portante (carrying capacity) di un impianto per l’allevamento di mitili; il monitoraggio per la valutazione dell’impatto sul fondale marino di un impianto di molluschicoltura utilizzando la motonave Ermione.

Il progetto prevede anche la calibrazione tra i dati ambientali marini rilevati da sistemi satellitari, come clorofilla, temperatura e torbidità, e i dati afferenti agli stessi parametri rilevati in loco con sonde multiparametriche. Ciò permetterà di snellire le attività di monitoraggio in campo utilizzando esclusivamente le informazioni satellitari, una volta validate, anche a vantaggio degli stessi acquacoltori non dotati, in genere, di strumenti di rilevazione per la gestione dei dati ambientali.

Pescara 12/04/2019

Presunta moria di cozze nel Chietino: nota congiunta di Istituto Zooprofilattico, Asl e Arta per evitare inutili allarmismi

In merito alla notizia circolata in questi giorni su una presunta moria di cozze tra Tollo e Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti, l’Istituto Zooprofilattico “G. Caporale”, il Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti e Arta Abruzzo precisano che nel filmato amatoriale diffuso per documentare il fenomeno i molluschi si presentano perfettamente adesi al substrato, con le valve leggermente aperte e in grado di rispondere allo stimolo tattile procurato dalla mano del sub ripresa dalla videocamera.

In caso di mortalità dei mitili, invece, il muscolo adduttore che tiene le valve serrate cede, determinando la completa apertura delle due metà della conchiglia e inoltre la cozza si stacca dal substrato dove è ancorata.

Nel video si nota in particolare un rallentamento della chiusura delle valve al tocco delle dita, ma nel periodo primaverile tale comportamento potrebbe essere dovuto alla riproduzione in corso. Nella stagione riproduttiva, infatti, le cozze sono sollecitate fisiologicamente ad emettere i gameti e mantengono quindi le valve aperte per permetterne la dispersione nell’ambiente acquatico, dove avviene la fecondazione.

Per evitare inutili allarmismi tra la popolazione, soprattutto alla vigilia della nuova stagione balneare, l'Istituto Zooprofilattico, l'Azienda sanitaria teatina e l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente invitano ad effettuare le opportune segnalazioni alle autorità preposte e attendere eventuali approfondimenti da parte delle istituzioni competenti.

Si ricorda in ogni caso che la costa dei Trabocchi rientra nei 114 chilometri di litorale abruzzese monitorati tra aprile e settembre da Arta secondo il calendario dei controlli della balneazione stabilito annualmente dalla Regione Abruzzo ed eventuali non conformità dei valori dell’acqua marina o fenomeni anomali vengono tempestivamente segnalati ai Comuni interessati e, se necessario, approfonditi in collaborazione con le Asl territorialmente competenti e l’Istituto Zooprofilattico.

Pescara 09/04/2019

Qualità delle acque, i risultati dei monitoraggi di Arta nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano
Nella foto i partecipanti al workshop

Si è tenuto venerdì 5 aprile 2019 ad Atri (Teramo) il workshop “Cerrano: qualità delle acque, dai fiumi al mare”, organizzato dall’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” con Arta Abruzzo e gli altri soggetti componenti del Contratto di Fiume del Cerrano, stipulato nel 2016 tra i Comuni di Atri, Silvi e Pineto, la Regione Abruzzo e la Provincia di Teramo e a cui partecipano anche la Riserva Naturale Oasi WWF dei Calanchi di Atri e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale".

Nell’incontro, a cui sono intervenuti anche Guardia Costiera e Carabinieri Forestali e che ha richiamato in platea esperti, ricercatori, associazioni, comitati e cittadini, sono stati presentati i contenuti e le finalità del Contratto di Fiume del Cerrano e, con uno sguardo agli sviluppi futuri, i risultati dei progetti dell’AMP denominati “SalvaAcque” e “Strategia Marina”, realizzati con Arta attraverso finanziamenti europei e del Ministero dell’Ambiente.

Il “Progetto Salva Acque 2018”, disciplinato da una convenzione sottoscritta tra AMP Torre del Cerrano e Arta Abruzzo, nasce dalla necessità di un controllo in continuo delle criticità ambientali legate alle pressioni dirette ed indirette gravanti sui corsi d’acqua Cerrano, Calvano, Foggetta e Concio, che sfociano direttamente nell’Area Protetta.

Obiettivo del lavoro è stato quello di fornire dati e informazioni ambientali utili per predisporre azioni congiunte finalizzate al miglioramento degli ecosistemi acquatici e terrestri, all’incremento delle fasce ripariali e alla riduzione sostanziale del rischio d’inquinamento, favorendo al contempo l’aumento della capacità autodepurativa dei fiumi. Sono stati inoltre condivisi ed analizzati i dati ambientali dell’AMP provenienti da fonti diverse (Regione Abruzzo, Arta, Guardia Costiera e Carabinieri Forestali) per realizzare un prezioso database comune.

Il progetto “Strategia Marina”, inserito nell’ambito delle attività nazionali realizzate in applicazione del decreto legislativo n. 190 del 2010, che dà attuazione alla Direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino 2008/56/CE entrata in vigore nel luglio del 2008, prevede per l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” il monitoraggio di Arta Abruzzo su “specie non indigene”, “rifiuti spiaggiati” e “input nutrienti”.

L’indagine condotta sui campioni di benthos prelevati nelle due campagne effettuate nel 2018 ha evidenziato una buona biodiversità in termini di ricchezza specifica (numero di specie che compongono una comunità) e diversità specifica (abbondanza delle singole specie). Sono stati inoltre identificati alcuni organismi non indigeni, la cui introduzione nel bacino Adriatico è avvenuta in tempi non recenti.

Il rilevamento della quantità e della tipologia di rifiuti solidi ha frequenza semestrale e viene svolto con la tecnica del censimento visuale. Gli scarti arrivano al mare per lo più trasportati dai fiumi e si accumulano sulla spiaggia causando danni ecologici, estetici ed economici. La plastica risulta tra i materiali più rinvenuti a Torre del Cerrano, sia nel primo che nel secondo semestre 2018; seguono la carta, i rifiuti sanitari e i tessuti. L’individuazione dell’area per il monitoraggio degli “input nutrienti” è stata dettata dall’interesse di verificare l’incidenza sulla qualità delle acque dell’Area Marina Protetta del plume dei torrenti Cerrano, Foggetta, Calvano, del fosso Concio e dei fiumi Vomano a Nord e Piomba e Saline a Sud.

Sono state individuate 3 stazioni di campionamento per la valutazione di Fosforo Totale, Azoto Totale, Clorofilla e altre variabili chimico-fisiche. Dalle analisi effettuate sui campioni prelevati nel 2018 con cadenza mensile non sono emersi dati rilevanti, fatta eccezione per lievi sporadici innalzamenti dei valori in concomitanza con eventi meteorici.

Relazione "Progetto Salva Acque 2018"
Presentazione Pierino Di Pietro
Presentazione Raffaella Cocciolito
Presentazione Massimo Petrini su progetto "Strategia Marina"

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