Monitoraggio particolato atmosferico

Nella troposfera i fenomeni di deposizione verso il suolo e negli oceani sono molto attivi, fortemente legati alle precipitazioni atmosferiche; il pulviscolo radioattivo presente nella troposfera si deposita principalmente in forma umida e, in assenza di precipitazioni, la ricaduta avviene in forma secca. Tale pulviscolo radioattivo può contaminare suolo, acque e piante ed entrare così nella catena alimentare.

L'Arta monitora i livelli di radioattività in aria e, nel caso in cui si rilevino anomalie, attiva la procedura di comunicazione alla sala operativa del Centro emergenze nucleari dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione".

Le attività di monitoraggio sono di tre tipologie.

Monitoraggio della dose gamma

Attraverso un rivelatore si misurano e registrano in continuo i valori di radioattività totale presente in ambiente, senza distinzione tra naturale e artificiale. Questo monitoraggio è in grado di segnalare nell'immediato eventi anomali di una certa rilevanza, come ad esempio un incidente radioattivo.

Monitoraggio del fallout

Questo monitoraggio consiste nella raccolta delle ricadute (pioggia, neve, pulviscolo) in vasche dedicate, poste in luoghi aperti. Il campione viene raccolto con cadenza mensile e fatto evaporare in laboratorio. Il residuo viene quindi analizzato con rivelatori al Germanio iperpuro (spettrometria gamma). Con queste analisi si quantifica direttamente la contaminazione depositata sul foraggio, sui vegetali e sugli alberi da frutto.

Monitoraggio del particolato atmosferico

Le analisi radiometriche sul particolato atmosferico permettono di verificare la presenza di radionuclidi artificiali in atmosfera. Il particolato viene aspirato insieme a un determinato volume d'aria da un campionatore, depositandosi su filtri dai quali viene raccolto con cadenza quotidiana e analizzato mediante spettrometria gamma dedicata.

Report analisi radiometriche particolato atmosferico (stazione di campionamento di Pescara).